NEWS

Questions, answers & funny anecdotes

In these difficult days we decided to give a little moment of lightness and other thoughts to our dance community.

We asked different diners from all over the world if they wanted to take part in our first interview round and we are happy to share all of them with you!

Stay tuned for new interviews every day!

Questions:

  1. What’s your name? How old are you? 
  2. What do you do for a living? 
  3. Why did you start dancing? 
  4. To which colour do you couple your movement? 
  5. Which influences did you have throughout your work? 
  6. What would you say to “Dance” if it was a human being? 

Domande:

  1. Come ti chiami? Quanti anni hai? 
  2. Che lavoro fai? 
  3. Perché hai iniziato a ballare? 
  4. A quale colore associ il tuo tipo di movimento? 
  5. Quali influenze stilistiche hai avuto? 
  6. Cosa vorresti dire alla Danza se fosse una persona fisica? 

Veronica Boniotti

  1. Veronica Boniotti, 28 anni
  2. Coreografa e ballerina
  3. Da piccolina, appena sentivo la musica, ballavo e inventavo storie, i miei volevano studiassi pianoforte ma non riuscivo a stare ferma, così hanno ceduto e mi hanno portata al mio primo corso di danza 
  4. Magenta
  5. Danza classica, Hip Hop, Marcos Morau, Michela Lucenti, GAGA
  6. Grazie per avermi fatto piangere, arrabbiare e ridere di una gioia indescrivibile, grazie per esserci quando non saprei dove altro andare, grazie per spingermi ogni giorno a conoscermi di più, grazie per avermi fatto capire cosa significa essere davvero in contatto e in sintonia con l’altro, grazie per avermi insegnato che la perfezione si trova nei limiti 

Ione Barton

  1. My name is Ione Barton, I am 23
  2. I work for a dance development charity in Leeds, England called Yorkshire Dance. We organise projects and classes for children, young people, adults with a disability, older people and professional dancers with a learning disability or autism. I also teach dance classes to some of these groups!
  3. My mum started taking me to dance classes when I was 3. I kept going and by the time I was 9 or 10 I realised that dance was what I wanted to do with my life.
  4. I would say my movement is a burnt orange, like the sun. I try to be warm, open and full of life in my movement. For me, dance is about joy, sharing experiences with others and living with your whole body.
  5. I was influenced a lot by my training at Northern Ballet and the ‘theatrical’ style of performances I saw there. As I got older, I really enjoyed the work of Johan Inger and especially Wayne McGregor – I love the clean strength of his choreography. I hugely admire Candoco Dance Company and Stopgap Dance Company; companies which challenge expectations of what a dancer is and inspire us to defy our own self-imposed limitations. 
  6. Thank you for teaching me the joy of expression, to be creative and to open my heart to new experiences! I wish that everyone knew you.

Riccardo Pastore

1. Mi chiamo Riccardo Pastore, ho 22 anni.

2. Sinceramente non riesco a dire che lavoro faccio, forse neanche lo so qual è il mio lavoro. Quello che so è che ballo (quindi forse faccio il ballerino?) e insegno danza contemporanea/modern (che poi vuol dire tutto e vuol dire niente) ma cerco di fare quante più cose possibili per poter riuscire a trovare la strada giusta e per riempire il mio zainetto di esperienze, che inizia a pesare un po’. 

3. Posso dire che è stato un colpo di fulmine? Ho iniziato a ballare grazie a mia sorella, che aveva iniziato prima di me. Alla fine del suo primo saggio di danza mi era chiaro che avrei voluto farlo anche io.

4. Il mio movimento è tutti i colori e nessun colore. Ognuno credo abbia un colore diverso e se penso ai colori che nel mondo esistono non credo basterebbero per tutti. Mi spiego, se io dovessi dire ‘’rosso’’ vuol dire che il mio movimento sarebbe lo stesso di un’altra persona che darebbe la mia stessa risposta, ma non penso sia così. Questa persona è diversa da me come io lo sono da questa persona. È questo il bello della danza, siamo tutti diversi, siamo tutti bellissimi e unici colori che messi insieme creano un arcobaleno sempre nuovo, speciale. 

5. Ho avuto la fortuna di studiare tanto e con tantissimi insegnanti diversi che a loro volta hanno avuto diverse influenze stilistiche. Viaggiare mi ha aiutato ad esplorare le tante sfaccettature della danza. Posso quindi dire che il mio stile è la fusione di tutte le esperienze che ho avuto perchè ogni luogo e ogni persona mi ha lasciato un’impronta che ha segnato il mio modo di concepire la danza. 

6. Sarebbe una persona diretta e senza peli sulla lingua, probabilmente la condannerei per il suo “carattere” ma presto mi ricrederei e l’abbraccerei ringraziandola per avermi spesso compreso, tante volte sopportato e per essere tante ma tante volte venuta a riprendermi quando me ne stavo andando.

Serena Pomer

  1. Mi chiamo Serena. Classe 1998.
  2. Faccio del mio meglio per essere una discreta insegnante di danza contemporanea (per quanto non mi senta tale), cercando di portare tutte le esperienze che ho avuto la fortuna di vivere, in sala dai miei allievi. Cerco di districarmi inoltre nel complicatissimo mondo della danza-lavoro. Ho avuto la fortuna di fare molte cose che erano nella mia valigia dei sogni fin da piccola. Ho inoltre scoperto negli anni nuovi interessi e aperto i miei orizzonti di gusto e preferenza, quindi non mi spaventa più buttarmi in cose che non conosco o conosco molto poco.
  3. Penso di aver iniziato a ballare perchè ho avuto la fortuna di avere dei genitori che si sono sempre sforzati di capire quali erano le mie necessità. Sono entrata per la prima volta in una sala di danza a cinque anni, non capendo precisamente cosa stessi facendo. Ma è stato naturale. Non sono mai stata una bambina particolarmente turbolenta, ma avevo decisamente una forte necessità di trovare un modo per esprimere quello che provavo e pensavo. Sono stata una bambina timida e riflessiva, ho sempre somatizzato fortemente ogni cosa che mi succedeva, quindi ballare per me era un modo di buttare fuori ciò che facevo fatica a tenere dentro. Quello che è tutt’ora. 
  4. Questa è una domanda molto difficile per me. Quando ballo liberamente e senza pensarci troppo, mi sento sempre diversa dalla volta precedente. Tendenzialmente anche nella vita mi sento particolarmente confusa. Ma se chiudo gli occhi, il primo colore che mi viene in mente è il verde. E subito dopo il bianco. Una persona di cui mi fido molto, mi ha detto che il verde è “intenso, non troppo sfacciato, elegante, ma non esplicito. Non è acerbo e sta bene con il bianco”. Mi sono sentita così lusingata, da volerlo riportare nella mia risposta. 
  5. Ho iniziato il mio percorso con tanta danza classica. Tantissima. E ringrazierò sempre chi mi ha seguito, per avermi dato le fondamenta per poter fare tutto il resto. Ho studiato poi modern, molto floorwork e dopo tanti anni (all’età di 15 anni), mi sono approcciata al mondo del contemporaneo. Ho studiato per molti anni anche hip hop e discipline più commerciali. Posso riconoscere tutte queste influenze, sia quando mi muovo, che quando creo. Ma sicuramente la scoperta della danza contemporanea mi ha cambiato la vita. 
  6. Vorrei dirle che mi complica molto spesso la vita. Nelle relazioni amorose vere e passionali, la difficoltà è una costante. Come lo sono i litigi, la rabbia e il risentimento. Ma sono proprio questi i casi in cui, alla fine, è più bello fare pace. Amarsi fortemente e starsi vicino. Le direi questo. “Abbiamo una relazione complicata, ma so che non ci lasceremo mai. Anche quando penso di non voler più avere niente a che fare con te, giro l’angolo e ti ritrovo lì. Che mi rimproveri, ma non mi giudichi mai. Che mi dai la possibilità di riuscire a raccontare chi sono io”. 

Ernald Matoshi

 1. Ernald Matoshi – 31Mi sono  formato  come danzatore e performer professionista frequentando realtà come la Codarts di Rotterdam e il Piccolo Teatro di Milano con un master in teatro educazione e diversita. .  Unendo così la mia passione per la drammaturgia a quella per la danza.  Lavoro come performer in numerose produzione teatrali e televisive e ho collaborando con artisti come Laura Pausini, Bob Sinclair,  Xfactor, Tim, WMA,  Socio fondatore dell’associazione culturale “ La casa di Orlando”. Dal 2017 fa parte del Team di MoveOn Agency per il quale ha curato numerosi casting oltre la supervisione artistica e coreografica di shooting e grandi eventi.

2. Sono un danzatore e coreografo, mi occupo di creatività, e casting per varie agenzie, quindi partita iva. Ho una collaborazione fissa con MoveOn milano, che definisco anche la mia agenzia madre. 

3. Ho iniziato a ballare, per gioco, per sfogo, perché era l’unico modo per fermare o meglio rallentare la mia iperattività.

4. Non c’e un colore preciso che identifico il mio movimento, o il modo di danzare, sicuramente,  e un cromatura dello stesso colore che si sfuma o diventa più deciso durante la danza. 

5. Sicuramente Pina Bausch e il teatro danza. Ma anche tutta la tecnica contemporanea e di ricerca. Ho studiato tanto, e continuerò a farlo. Senza pregiudizio, ma con coscienza e consapevolezza. 

6. Che ho sempre danzato per amore, e amato mentre danzavo. 

Giacomo Quatraccioni

  1. Mi chiamo Giacomo Quatraccioni ed ho 25 anni.
  2. Sono un ballerino professionista. Attualmente lavoro con il The National Moravian-Silesian Theater ad Ostrava in Republica Ceca. 
  3. Ho inziato a ballare in maniera inusuale: dopo aver smesso di praticare pattinaggio artistico a rotelle volevo continuare a muovermi in musica ed ho deciso di provare con la danza perché ne ero sempre stato affascinato. Ho iniziato per gioco, andando nella scuola di danza del paese con le mie compagne di classe.
    È stato subito amore a prima vista!! Una volta iniziato, non ho più potuto farne a meno…
  4. Non saprei dire con esattezza a quale colore assocerei la mia danza. Direi che il mio movimento è come un arcobaleno di colori, oscilla ogni giorno su gradazioni e sfumature diverse! Il colore può cambiare a seconda dello stile, del genere, delle emozioni e degli stati d’animo che vivo giornalmente nei diversi balletti o coreografie. Credo che ogni artista, in qualche modo, sia un’esplosione continua di colori che rende ognuno di noi speciale.
  5. La mia formazione è stata prettamente classica, ho frequentato rigide accademie e sono diplomato come ballerino classico. Però, sin dai tempi di scuola, ho sperimentato stili diversi tramite corsi intensivi, stages e workshops. Successivamente, ho iniziato a lavorare in varie compagnie europee dove sono stao in contatto con coreografi contemporanei che hanno aperto molto i miei orizzonti. Ho acquisito nuove qualità di movimento ed uso del mio corpo e mi sono riconosciuto molto in alcuni di questi nuovi stili. Voglio considerarmi una spugna ancora pronta ad assorbire infomazioni per imparare cose nuove.
    Nell’ambito del balletto classico mi sento influenzato dalle creazioni coreografiche di Paul Chalmer e in quello contemporaneo dalle mie esperienze personali con Johan Inger, Mauro Bigonzetti e Jiri Pokorny. 
  6. Cara Danza, ti scrivo come fossi la mia migliore amica. Ti voglio dire grazie per questi anni, per le giornate passate insieme, per i momenti belli e brutti, per tutte le bellissime esperienze vissute e le persone conosciute grazie alla tua presenza nella mia vita. Grazie a te sono diventato un danzatore ma anche una persona con un ricco bagaglio di esperienze. In primis, ti ringrazio per le emozioni che mi regali, per la felicità che provo quando mi esibisco e per avere ancora oggi un fuoco che arde dentro di me. Cara danza, non vedo l’ora di sapere cosa hai in serbo per il mio futuro!

Florencia Vieyra

1. Ciao, sono Florencia e ho 22 anni.

  1. Sono una graphic designer e art director quindi mi piace pensare di poter vivere “di” arte e “per” l’arte, costantemente e a 360
  2. Dico sempre che c’è una differenza tra ballare e studiare danza. Infatti posso affermare di avere SEMPRE ballato, da quando sono nata. Mi sono avvicinata in modo “accademico” alla danza tra gli otto/nove anni, ma se devo essere sincera è stata quasi una casualità, infatti è arrivata nella mia vita come un’attività sostitutiva al pattinaggio sul ghiaccio. Avevo avuto l’anno prima un infortunio, così decisi di cambiare e un giorno mia mamma mi ha portata in sala, alla mia prima lezione di danza. Da lì è stato un amore che è cresciuto piano piano, con delicatezza.Ad un certo punto mi sono resa conto che non potevo farne a meno, che preferivo rinunciare ad un’uscita con gli amici che mancare ad una lezione. Poi ha iniziato ad essere fondamentale in modo costante, anche fuori dalla sala. Ho trovato un luogo che mi accoglieva con quella sensibilità, che nel mondo esterno non trovavo.Perciò non credo di avere una di quelle storie emozionanti, con qualche frase ad effetto, del motivo per cui io abbia iniziato, ma il “perché” io balli è che riesco a ritrovare un equilibrio tra mio corpo e le mie emozioni, riesco a dar forma ai pensieri e torna tutto sereno.
  3. Per poter scegliere un colore dovrei anche essere in grado di definire il mio movimento, ma faccio sempre fatica, nella vita in generale, a identificarmi in una cosa sola.
    La danza per me è un linguaggio, come la parola, però un po’ più profondo, più sincero, è la traduzione di quello che sente il mio corpo senza maschere, non posso mentire. Per questo motivo non posso scegliere un solo colore, perché ogni volta che ballo sono una sfumatura diversa di me stessa.Quindi preferisco pensare di essere in grado, ogni volta, di immergermi in un colore nuovo, di farne parte e di riuscire a farlo sentire a chi mi guarda.
  4. A livello stilistico cerco sempre di non pormi limiti. Ho studiato con diversi insegnanti, ho cercato di partecipare a workshop di ogni genere. Negli ultimi anni ho aggiunto nuovi stili perchè ritengo che questo arricchisca sempre di più il mio movimento. Non mi piace visualizzare gli stili come cose lontane tra di loro, al contrario, cerco di cogliere le sfaccettature di ognuno e renderle mie, contaminare, se vogliamo usare questo termine, il mio stile.A livello di personalità che seguo e che mi hanno influenzato ci sono sicuramente Pina Bausch, per quanto riguarda l’intensità e la sincerità del movimento, il suo lavoro artistico per me rimane qualcosa di immortale e straordinario. Più contemporanei invece citerei Kaone e Mari, una coppia nell’arte e nella vita; i loro lavori trattano tematiche con una forza che è disarmante. Infine non possono mancare Galen Hooks, e Philip Chbeeb, i suoi lavori sono qualcosa di mai visto, mi ricorda che non ci sono limiti alla creatività.
  5. 6. Signora Danza, innanzitutto vorrei ringraziarla, ringraziarla per avermi accolta con tanta premura, per non avermi forzata e non aver avuto pretese. Grazie, non tanto per avermi capita, ma per avermi ascoltata e aver lasciato che fossi io a conoscere meglio me stessa. Grazie per avermi donato una dimensione in cui rifugiarmi quando la realtà sembra troppo dura, una dimensione che scava in profondità, che mi lascia sentire meglio il rumore delle mie emozioni e quelle degli altri, perché in questa dimensione hai permesso l’incontro con altre persone. Ho conosciuto tante anime preziose, grazie a te, vivo la vita più intensamente, grazie a te, mi sento viva, grazie a te. Grazie.

Giorgia Bortoluzzi

1. Ciao! Mi chiamo Giorgia e ho 22 anni, a luglio ne farò 23 ma preferisco vederlo ancora come un traguardo lontano.
2. Per adesso (in realtà fino a qualche settimana fa) faccio la cameriera come sostegno alle sporadiche esperienze lavorative che ho fatto in veste di ballerina.
3. Non sono la classica “ballerina dalla culla”. Ho iniziato a muovere i miei arti con la ginnastica artistica a dire la verità, alla tenera età di tre anni. Forse a quello devo i miei grossi quadricipiti, chissà. A dieci anni non so cosa mi sia venuto in mente di preciso ma ho deciso che volevo che un hobby mi desse qualcosa in più e sotto consiglio di un’amica ho iniziato le lezioni di danza.
4. Come colore per descrivere il mio movimento scelgo il blu, perché è un colore che a mio avviso contiene veramente tanti significati. In questo mi identifico molto perché anche nella danza credo di essere a volte incoerente, indecisa e lunatica.
5. Sono uscita da un’accademia da neanche un anno quindi devo ancora conoscere ed esplorare moltissimo e mi ritengo ancora tanto acerba. Non saprei dire quali sono le mie influenze stilistiche, per ora cerco di essere una spugna e prendere il più possibile da tutto. 6. Se la danza fosse una persona credo sarebbe super misteriosa, affascinante ed eclettica. Penso che più che dirle qualcosa mi limiterei ad ascoltare tutto quello che avrebbe lei da dire. E sarebbero sicuramente tante cose.

Health Emergency

The Flow Art Direction Team is really sorry in announcing that all further events, performances and open calls are cancelled due to the World Health Emergency we are all experiencing.

Yours and our health safety is the number one priority at the moment – in order to avoid further contact and risks we put on hold our events.

Please make sure you stay safe and follow the instructions to avoid further contagion.

In the meantime we thank all the sanitary system working day and night 24/7 and we hope for the best.

Let the creativity Flow and stay tuned for new opportunities!


Let creativity Flow!